XXIV GIORNATA DELLA MEMORIA


XXIV  GIORNATA  DELLA MEMORIA E DELL’IMPEGNO IN RICORDO DELLE VITTIME INNOCENTI DI MAFIA

 

Il giorno 21 marzo 2019 l’Istituto Einaudi-Gramsci ha aderito alla manifestazione indetta da Libera per celebrare la XXIV Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti di mafia.

Nei giorni precedenti alcuni volontari dell’Associazione Libera hanno effettuato nelle classi interventi volti a sensibilizzare i nostri studenti sui  temi della legalità, dell’impegno e della lotta alla corruzione.  Gli studenti  sono  stati invitati a ricercare informazioni sulla vita di una vittima innocente di mafia e predisporre un cartellone da portare alla manifestazione: ogni classe ha quindi “ adottato” una vittima innocente.

GIORNATA DELLA MEMORIA - EINAUDI

 Le classi,  accompagnate dai loro docenti,   hanno partecipato al corteo che, partito da Piazzale Boschetti, ha lentamente raggiunto Prato della Valle dove è avvenuta la lettura dei 1011  nomi delle vittime innocenti di mafia. Un lungo applauso ha accompagnato la lettura da parte di Gian Carlo Caselli, presidente onorario di Libera, dell’ultimo nome.

La manifestazione ha raggiunto il suo momento più atteso con il discorso di Don Luigi  Ciotti che, rivolgendosi soprattutto ai giovani, li ha esortati a non temere la fragilità che è comunque una condizione umana e la cui consapevolezza  rende più forti.  Significativo  è stato il richiamo ai temi dello sfruttamento dei lavoratori e della mancanza di lavoro e della necessità di dare giustizia alle vittime di mafia e alle loro famiglie.

 GIORNATA DELLA MEMORIA LA MANIFESTAZIONE

 

 LE RIFLESSIONI  DEI NOSTRI STUDENTI

 

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“La vita è nostra, l’Italia è nostra, la mafia è nostra ma insieme possiamo combatterla”

“ Non  è solo mafioso chi uccide ma anche chi tace”

“ Sei  mafioso anche tu che, di fronte ad un comportamento mafioso, non agisci e taci”

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“ Per sconfiggere la mafia dobbiamo prima sconfiggere la paura che abbiamo dentro di noi, in caso contrario saremo sempre più schiavi di un sistema corrotto e non verranno mai adeguatamente onorate le vittime innocenti di mafia e sostenute le loro famiglie”

 “ Non abbiate paura di essere fragili: questa frase di Don Ciotti mi ha fatto molto riflettere perché credo che noi giovani facciamo molta fatica ad esprimerci in modo autentico perché temiamo di far vedere le nostre debolezze”

“ L’atmosfera  che si è creata era molto forte: era come se fossimo uniti da un filo che univa tutta l’Italia”

“ Peppino Impastato una volta ha detto: La mafia uccide, il silenzio pure. Con questa manifestazione noi studenti abbiamo dimostrato che non staremo in silenzio ma urleremo contro la mafia”.

Mi ha colpito soprattutto una frase di Don Ciotti: C’è gente che ha deciso di metterci la faccia per  far capire da che parte sta. In questo momento nel nostro paese dobbiamo alzare la voce mentre tanti scelgono un prudente silenzio”

“ Vogliamo sempre più conoscere la verità ma, forse, dovremo smettere di aspettarla e iniziare a cercarla, ovunque essa sia”

“…..mi ha davvero colpito la presenza di tanti ragazzi del Sud che hanno fatto un lungo viaggio per esserci”

 

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“ Credo che la scelta di far svolgere  la manifestazione in una città del nord è molto significativa: fa capire che il problema mafia non nasce e si diffonde soltanto nelle città del sud ma che tutti siamo a rischio”.

“ Mi ha particolarmente colpito una frase di Don Ciotti: Le mafie sono diventate simili a noi, hanno acquisito modi e sembianze rassicuranti e noi siamo diventati simili a loro”.

“ Partecipare a questa manifestazione è stato per me molto importante: mi ha messo di fronte ad una triste realtà del nostro Paese e per la prima volta mi ha fatto pensare seriamente alle tante vittime innocenti di mafia”.

“ L’intervento di Don Ciotti è stato molto toccante e di forte impatto, nella sua voce ho percepito la forza e l’attitudine di una persona che, fino ad ora, non ha mai mollato e, probabilmente, non lo farà mai. A tratti la sua voce era spezzata, probabilmente per la perdita di tante vite umane innocenti”

 

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“Ci ha molto colpito, poiché non ce lo aspettavamo, il fatto di vedere così tante persone unite a manifestare per una stessa causa: la lotta contro la mafia. Circa 50.000 persone si sono mosse per far sentire la propria voce e presenza perché le mafie, anche se non si fanno vedere, sono ancora vive, radicate e operative. Speriamo che questo grande numero di persone porti a fatti le parole dette durante la manifestazione”.

“Della manifestazione con Libera mi ha colpito una frase su un cartello “la mafia uccide, il silenzio pure”. (Peppino Impastato) E’ questo ciò che Libera cerca di non fare, cerca di ribellarsi alla mafia e ricordare le vittime. Prova a porre fine a tutto ciò”.

“Ho gradito il fatto di rappresentare, nel nostro piccolo, la lotta contro la mafia. Mi è dispiaciuto il fatto che si siano inserite in questa manifestazione motivazioni politiche che non c’entravano con lo scopo originario”.

“Il discorso di don Ciotti mi è sembrato interessante, molto bello e profondo anche se non sempre chiaro e collegato all’argomento mafia”.

“Raccontare come stanno le cose vuol dire non subirle” (Saviano) “Non ho mai chiesto di occuparmi di mafia, ci sono entrato per caso e poi ci sono rimasto per un problema morale, la gente mi moriva attorno” (Paolo Borsellino) per me le vittime di mafia sono i martiri della libertà”.

“Della manifestazione contro la mafia mi è rimasto impresso il discorso di don Ciotti, più nello specifico mi ha sconvolto venire a conoscenza che la mafia causi problemi da oltre 150 anni. Sono arrivata alla conclusione che è un problema che dura da troppo tempo e bisogna fare qualcosa”.